Culture tradizionali e pseudocultura
La teoria PROUT
©2004-2007 Vittorio Calogero
In un breve articolo pubblicato sulla rivista di vita e alimentazione naturale, La Sana Gola(1) avevo richiamato l'attenzione sui pericoli di un turismo d'evasione da parte di "cittadini" inconsapevoli dei delicati equilibri ambientali e della vulnerabilità delle popolazioni autoctone all’introduzione di abitudini e modelli culturali dannosi per loro, come i consumi superflui, i cibi poco sani e raffinati industrialmente, ecc. Avevo anche utilizzato il termine di pseudocultura, cioè una cultura falsa e manipolatrice, che fa appello ai piaceri materiali e che proietta un’immagine di vita moderna e piacevole, differente da quella che gli autoctoni conducono nel loro Paese. Apparentemente, essa sembra cultura, ma in realtà ne è l'opposto e porta alla debilitazione fisica e psicologica delle popolazioni locali.
Vorrei soffermarmi più in dettaglio su come questa pseudocultura si manifesta e come questa finisce per sopprimere le culture locali.
In proposito è molto illuminante leggere il pensiero del filosofo indiano P.R. Salkar, ispiratore di una corrente di pensiero chiamata PROUT (Progressive Utilization Theory), tradotto in italiano con "Teoria dell'Utilizzazione Progressiva" o Socialismo Progressista, che io chiamerei anche Socialismo Cooperativistico. La Teoria fu esposta per la prima volta nel 1956 da Sarkar allo scopo di fornire principi per l’evoluzione di una società umana, veramente progressista.(2)
Il PROUT propone una nuova concezione di Progresso sulla base del diritto di tutti gli esseri umani alla garanzia delle minime necessità (cibo, casa, indumenti, istruzione, sanità) e della distribuzione della ricchezza. Il PROUT applica la decentralizzazione economica e promuove l'autosufficienza e l'autodeterminazione.
Secondo il pensiero del Maestro P.R. Sarkar, la pseudocultura è imposta per sopprimere le culture locali e si manifesta in musica, film, moda ecc. d'importazione, cioè cose che fiaccano la speranza di uno sviluppo locale e preparano le persone a subire lo sfruttamento economico. La pseudocultura consiste in cose che sembrano rendere la vita più piacevole di come era durante la precedente cultura nativa, ma in realtà serve a diminuire la forza di volontà della popolazione locale, la resistenza di quelli che tentano di mantenere la propria eredità culturale.
In questi ultimi anni, la diversità culturale è diminuita tantissimo e le culture locali sono state soggette al mercato globale, dominato dalla pseudocultura nordamericana. La diffusione delle catene di fast food, erotismo e musiche straniere, stanno disgregando le culture locali.
In termini psicologici la pseudocultura ha un effetto devastante sulla personalità dell'individuo. Per avere accesso alle lusinghe della TV e della propaganda, le persone inconsciamente desiderano essere bianche e ricche. I risultati tragici sono l'alto indice di divorzio e l'abbandono del focolare da parte di migliaia di bambini, che vivono sulla strada e si prostituiscono.
La pseudocultura indebolisce la volontà dei nativi di resistere alle imprese che saccheggiano le loro risorse naturali. L’imposizione di una lingua straniera e del modo di vestire ed alimentarsi, può indurre le persone a considerare la loro lingua nativa e la loro cultura come inferiore. L'effetto psicologico è che la cultura introdotta sembra superiore, e che la popolazione nativa diventa facilmente manipolabile. Le persone accettano queste influenze, senza notare l'effetto che queste esercitano nella loro vita, finché non diventa troppo tardi.
È chiaro che questo tipo di sfruttamento si verifica allo stesso modo nei Paesi capitalisti. Sotto l'egida della libertà e della permissività, i giovani e le persone di ogni età sono bombardati con propaganda materialistica, pornografia, musica e programmi TV degradanti. Altro tipo di sfruttamento si manifesta con lo stimolo al consumo di alcool, sigarette, cibi e bevande artificiali, inutili e dannosi per la salute. Questo destabilizza le persone, diminunisce la loro autostima, destruttura il sistema sociale e la sua unità culturale.
Il sistema educativo fa ben poco per risolvere questi problemi e per esplorare stili di vita alternativi, limitandosi a qualificare la mano d' opera per il mercato del lavoro. I giovani hanno poche opportunità per sviluppare una coscienza socioeconomica critica. Ciò impedisce lo sviluppo della capacità individuale, di un pensiero indipendente e creativo.
Per scongiurare i pericoli e i danni sopra esposti, PROUT incoraggia la protezione e lo sviluppo delle culture locali, con il loro linguaggio, storia e tradizioni. Sono perciò convinto che per una vera giustizia ed un sano ordine sociale la diversità individuale e culturale debba essere accettata e coltivata.
(1)"Verso un turismo responsabile", rivista "La Sana Gola" www.lasanagola.com
(2) www.prout.org



