What is macrobiotics?

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Che cos'è la macrobiotica?

Anzitutto è una parola, e come tutte le parole ha il preciso significato che ognuno le vuole attribuire. Il linguaggio è, infatti, la rappresentazione simbolica della propria profonda e complessa esperienza soggettiva. Sappiamo come sia difficile comunicare fintantoché tra gli interlocutori non si sia chiarito il significato da attribuire alle parole usate. Formulo, allora, due ipotesi.

La prima è che il mio interlocutore non sappia nulla di macrobiotica, senta questa parola per la prima volta e sia disposto ad ascoltare le mie spiegazioni. In questo caso cercherei di comunicargli quello che io, secondo gli insegnamenti che ho ricevuto, la mia interpretazione e la mia esperienza, intendo per macrobiotica.

Direi che la macrobiotica, dal greco makros e bios, significa grande vita, e che, molto più che una dieta, è uno stile di vita, basato su principi universali di armonia con la natura. Piuttosto che alle teorie analitiche della moderna scienza dietetica, la macrobiotica si ricollega alle tradizioni alimentari di tanti popoli, che si sono nutriti principalmente di cereali integrali, verdure di stagione, leguminose0 e piccole quantità di altri alimenti.

Basterà questa spiegazione a soddisfare la curiosità del mio interlocutore e magari ad indurlo a fare dei cambiamenti nelle proprie abitudini? Molto probabilmente no, ma perché? Forse perché non sono stato abbastanza convincente? O piuttosto perché, mentre mi ascoltava, la mente del mio interlocutore, ha automaticamente richiamato tutte le sue esperienze e conoscenze riguardanti cibo e salute?

Seconda ipotesi. Il mio interlocutore ha udito tante volte la parola macrobiotica e ne ha avuto anche qualche esperienza diretta. In questo caso è inevitabile che ognuno, automaticamente, richiami alla memoria le proprie esperienze, il proprio "vissuto". Per esempio, chi ha avuto la fortuna di essere guarito da una malattia grave, utilizzando i principi e la pratica della macrobiotica, molto probabilmente si illuminerà in viso e sarà pronto a condividere la propria esperienza.

Invece un'altro ipotetico interlocutore, che abbia visitato un ristorante macrobiotico senza trovare il cibo di proprio gusto, magari essendo abituato ad altri sapori, affermerà che la pratica macrobiotica è un sacrificio e una rinuncia.

Se poi, nel corso della sua visita al ristorante, quell'interlocutore avesse visto delle persone che gli sembravano troppo magre, o troppo serie, intente solo a masticare riso integrale, forse si sarà fatta la convinzione che i macrobiotici sono tutti magri e tristi.

Avete già capito: tutti tendiamo a generalizzare le nostre esperienze; ciò è comprensibile ed umano. Diventa però un problema quando le nostre conclusioni si cristallizzano, fino a divenire un immutabilmente clichè mentale: allora non siamo più capaci di rivedere il nostro giudizio.

Tra le persone che hanno avuto esperienza di macrobiotica, si presenta un motivo ricorrente di malintesi e di scarso dialogo quando ogni interlocutore si "fissa" sulle proprie esperienze e sugli insegnamenti, o "indottrinamenti", ricevuti, senza riuscire a percepire punti di vista ed esperienze altrui.

Tutto ciò non dovrebbe meravigliarci, perchè accade anche con tanti altri elementi dell'intricata rete dei rapporti umani, per esempio con le religioni, le idee politiche, e così via. Gli esseri umani tendono spesso a giustificare e a trovare una spiegazione "razionale" del proprio comportamento. C'è sempre una "filosofia" cui si aggrappano per tranquillizzare la loro coscienza. Ciò accade anche tra i "macrobiotici ".

Allora teniamo presente un principio di PNL1, che afferma che, per comunicare con meno conflittualità e frustrazioni verso l'infinita possibile diversità dei modi altrui di vedere e di interpretare il mondo, si deve tener presente che "la mappa non è il territorio". Cioè, il modo in cui ognuno di noi vede la realtà non è La Realtà, ma una sua rappresentazione, che ognuno si fa in base a tutto ciò che è registrato nella propria mente, sotto forma di condizionamenti ed esperienze.

Torniamo all'argomento principale. In macrobiotica si afferma che con un'alimentazione corretta e uno stile di vita appropriato, il corpo e la mente si purificano mano a mano, arrivando ad una tale chiarezza mentale che l'individuo diventa capace di percepire la realtà come essa è, conseguentemente facendo scelte più adatte. Si afferma che il sangue nutre il cervello (ciò è incontestabile) e che chi cambia la qualità del proprio sangue, cambia anche il proprio modo di pensare. Riguardo a quest'ultima affermazione, in apparenza logica, si deve dire che il processo non è così automatico.

Senza voler dare una spiegazione scientifica di come funzionano il cervello e il sistema nervoso, non essendo io scienziato, offro solo questa immagine: quando il cervello dà un ordine di azione, si crea un impulso nervoso, che mette in comunicazione alcune cellule nervose (i neuroni), collegate tra di loro da sottilissime connessioni filamentose (i dendriti). La ripetizione, giorno dopo giorno, dello stesso impulso, crea, nel cervello, un percorso preferenziale, frutto dell'irrobustirsi e dell'inspessirsi dei legami tra le cellule. Questo percorso rende più facile il comportamento a cui è legato, che perciò saremo portati a ripetere. Chi volesse approfondire questo argomento può consultare un buon libro di neurologia sui meccanismi di trasmissione degli impulsi nervosi e dei "solchi" che si creano quando ripetiamo un certo comando.

Nonostante si assista ad un crescente interesse dei popoli dei Paesi tecnologicamente avanzati per l'agricoltura organica, per i cibi naturali, e per le tecniche di cura alternative, la parola "macrobiotica" non riceve una buona accoglienza. Molte scuole d'alimentazione, che pur si ispirano a principi macrobiotici, evitano di utilizzare questa parola, preoccupate della ripercussione negativa che il riferimento alla macrobiotica potrebbe avere sulle loro attività. Pur comprendendo quest'atteggiamento, allo stesso tempo dobbiamo riconoscere che la macrobiotica, come movimento con una sua filosofia, sue idee e suoi principi, fa parte della storia dell'evoluzione umana fino ai giorni nostri.

La storia della macrobiotica

Per migliaia di anni, in tutte le civiltà che si sono sviluppate sulla terra, per esempio quella cinese, indiana, greco romanica, mesopotamica, maya, inca, e tante altre, ci sono stati dei saggi che hanno capito che il cibo che consumiamo non solo ci sostiene, ma determina anche la nostra salute e il nostro benessere.

In Giappone, alla fine del secolo XIX un medico militare, chiamato Sagen Ishizuka, contrario all'adozione della medicina occidentale europea, raccomandava la dieta tradizionale giapponese, basata su cibi integrali, non raffinati, verdure locali, prodotti fermentati ecc. Egli riuscì a curare un grande numero di pazienti, con un'alimentazione tradizionale a base di riso integrale verdure e alghe marine, ottenendo una grande notorietà a Tokyo, dove egli operava. Le sue tecniche di guarigione erano basate su alcuni principi:

  • Il cibo è alla base della nostra salute.
  • I minerali sodio e potassio sono i due fattori fondamentali ed antagonistici nella composizione degli alimenti.
  • I cereali sono il cibo principale dell'umanità. Gli alimenti devono essere integrali, non raffinati e coltivati sul posto.

George Oshawa che alla età di 18 anni soffriva di una malattia "incurabile", dopo essersi guarito, seguendo l'approccio sopra indicato, iniziò a scrivere prima articoli e poi libri sugli argomenti concernenti dieta e salute. Creò un'organizzazione e si dedicò all'insegnamento della filosofia basata sui principi Yin e Yang, prima in Giappone e poi in tutto il mondo, fino alla sua morte.

Alcuni suoi libri sono stati tradotti in decine di lingue. In America diecine di migliaia di persone usano i principi della macrobiotica nella loro vita quotidiana. Migliaia di negozi di alimenti naturali, sopratutto negli USA, in Canada e in Europa distribuiscono prodotti che sono alla base di un'alimentazione macrobiotica, come i cereali integrali biologici, le alghe, i condimenti fermentati, e molti altri. Ci sono medici e nutrizionisti che raccomandano una dieta macrobiotica ai propri pazienti. Parecchie persone, guarite di malattie considerate incurabili, hanno raccontato la loro storia scrivendo libri di notevole successo, a cominciare da Recalled by life (Richiamato alla vita) del dott. Antonio Satillaro. In seguito, molti altri malati terminali hanno adottato questo metodo naturale di guarigione, basato sul principio che si possono fornire al corpo gli elementi per auto-guarirsi.

Tuttavia la macrobiotica non è rivolta principalmente alla guarigione delle malattie; non è un'altra cura "miracolosa". È piuttosto un modo di vita, basato sulla comprensione dei cicli della natura e sulle tradizioni, che hanno accompagnato lo sviluppo di tutte le grandi civilizzazioni.

Anche se la macrobiotica è stata spesso vista solo come una dieta rigida, in realtà è molto di più. Piuttosto che condannare questo e quell'alimento, come fanno altre diete, la macrobiotica offre criteri semplici per classificare gli alimenti, in base alle loro qualità energetiche. Alle persone malate o indebolite si consiglia di seguire una dieta semplice e sana, basata su cereali integrali, verdure, leguminose, semi, insalate, frutta, in ordine discendente di quantità, fino a che la loro salute non sia ristabilita.

Un principio ripetuto in macrobiotica è che una persona sana può gustare qualsiasi cibo anche se, una volta sperimentati i benefici di un'alimentazione basata sui principi menzionati, potrà preferire di mantenere quello schema, per scelta volontaria, manifestando così la propria libertà.

Il termine macrobiotica, "grande vita" o "lunga vita", già noto ad Ippocrate, considerato il padre della medicina, è stato sviluppato ed applicato nell'era moderna da George e Lima Oshawa, Michio ed Aveline Kushi, Tomio e Bernardette Kikuchi e da altri educatori in Giappone, Europa e le Americhe. Grazie alla dedizione e all'instancabile attività di queste persone, nel corso delle ultime generazioni, la macrobiotica è stata il catalizzatore di molti cambiamenti verificatisi sia a livello dietetico sia a livello di stile di vita.

La macrobiotica ha introdotto e reso popolari gli alimenti integrali e prodotti naturalmente: il riso integrale e vari altri cereali; i cibi fermentati a base di soia, come il miso, il tofu e la salsa di soia; una grande abbondanza di verdure e ortaggi freschi; molte alghe marine; svariati condimenti; ecc.

I benefici di un'alimentazione macrobiotica vengono sempre più generalmente riconosciuti. Secondo un rapporto reddato da alcuni ricercatori nel campo delle malattie cardiovascolari della scuola medica dell'Università di Harward, USA, nei soggetti studiati, che avevano seguito una dieta macrobiotica per un periodo di circa due anni, non si riscontrava praticamente nessun rischio di malattie cardiache coronarie2, che sono una delle cause principali di morte nella società moderna.

La macrobiotica è molto più che un rimedio per prevenire malattie cardiache o abbassare la pressione. Può essere il viaggio di una vita, è il risveglio della nostra innata abilità di scoprire la verità, di capire cosa è fondamentale per noi. È un mezzo per riscoprire la nostra libertà, la capacità di orientare la vita e ristabilire la nostra facoltà di giudizio, che ci consente di prendere decisioni che sostengono la vita, anziché distruggerla|3]].

La macrobiotica può non funzionare per tutti, probabilmente perché non è stata applicata correttamente, o perché la persona non è stata abbastanza costante da creare cambiamenti duraturi, o perché non è scattata quella scintilla che ci mette in connessione con la nostra coscienza e volontà di vivere.

La macrobiotica è basata su fondamenta solide. Occorre avere il coraggio di iniziare a sperimentare. I cambiamenti possono essere attuati con gradualità, non dovendo noi buttar via ciò su cui abbiamo già impostato la nostra vita in precedenza. Si potranno anche fare degli errori, sorgeranno dei dubbi, eppure durante questo processo impareremo.

Se volete sperimentare, cominciate acquistando qualche buon libro sulla macrobiotica e seguendo i consigli di qualcuno che abbia già esperienza, facendovi dire anche quali cibi comprare, gli utensili necessari, le ricette basilari. Tutto ciò non dovrebbe essere un compito gravoso o una scelta basata sulla paura, bensì un'avventura affascinante. Un'eventuale incertezza iniziale dovrebbe lasciare il posto ad una rinnovata speranza, a gioia e riconoscenza per la vita, al recupero della nostra integrità, che ci consenta di vivere una vita più armonica.

Scritti sulla macrobiotica

Ritengo utile esporre, sia pure succintamente, il pensiero e l'esperienza di persone coinvolte per molti anni in attività di diffusione ed insegnamento dei principi macrobiotici in molti paesi.

Si potrebbero citare centinaia di articoli ed autori, ma mi limito solo ad alcuni, perché i temi espressi coprono buona parte delle principali considerazioni che si possono fare in tema di macrobiotica. Per gli approfondimenti rimando alla sezione delle Note.

Macrobiotica negli USA

Il dottore di ricerca (Phd) Ronald Kozsch, parecchi anni fa, discusse la sua tesi di laurea, poi pubblicata come "Macrobiotics, yesterday and today" (La macrobiotica, ieri e oggi), facente il punto sullo stato del movimento macrobiotico negli USA. Concluse che le persone attive in macrobiotica avevano guadagnato maturità ed esperienza nell'arco degli anni. La forma e il contenuto dell'istruzione macrobiotica erano stati migliorati e standardizzati. Così, ad oggi, si richiede il rispetto di determinati standard agli insegnanti, ai consulenti ed ai cuochi macrobiotici, e le varie attività, anche quelle commerciali sono condotte in modo più professionale rispetto al passato.

Lo studio di Kozsch continua dicendo che, in futuro, la macrobiotica potrebbe diventare o la base della comunità mondiale, come prevede Michio Kushi, o stabilizzarsi in un movimento che coinvolga una parte sostanziale, anche se minoritaria, della popolazione mondiale, oppure sparire come movimento distinto, se le sue idee e pratiche venissero inglobate da un gruppo più dinamico. Tutto dipenderà dalla capacità del movimento macrobiotico di maturare, svilupparsi, ed adattarsi alle nuove circostanze.

Per quanto riguarda l'organizzazione, le questioni principali riguardano:

  • Il controllo dell'organizzazione macrobiotica e la base della sua autorità.
  • Gli standard di credenze e di pratica richiesti ai suoi membri.
  • Che cosa in realtà significa essere "macrobiotici"

Ci sono questioni importanti da affrontare. Secondo Kozsch, dogmatismo, arroganza intellettuale, pensiero ristretto, sono ancora presenti tra i macrobiotici. Tuttavia, man mano che il movimento, nel suo insieme, matura, diminuiscono i segni di adolescenza intellettuale ed emozionale. Oshawa, Kushi ed altri insegnanti senior sono sempre rispettati per la loro visione e per avere condiviso importanti verità. Tuttavia i loro insegnamenti non sono infallibili. Le loro idee devono essere messe alla prova e vagliate criticamente. Cioè, tenendo presente la necessità di praticare il principio del NON CREDO, spesso dimenticato, Kozsch ci ricorda che il riconoscimento dell'importanza dell'alimentazione, non deve farci dimenticare che il cibo che ingeriamo è solo un tipo di nutrimento. Anche l'arte, la musica, le idee, le emozioni, le relazioni sociali sono cibo e giocano un ruolo cruciale per la salute ed il benessere umano. Se vogliamo essere veramente sani, dobbiamo prestare attenzione e dedicare tempo ed energia a tutti questi tipi di nutrimento. Il significato della macrobiotica intesa come "grande vita", deve comportare un modo di vivere ben equilibrato e non basato sull'ossessione del cibo. Kozsch riconosce che queste idee non sono nuove e che hanno fatto parte dell'insegnamento macrobiotico da tempo. Ma riscoprirle ed enfatizzarle serve a tenere lontane abitudini mentali dogmatiche, rigide e ristrette.

La macrobiotica moderna, originatasi alla fine del XIX secolo, è stata rielaborata e diffusa da insegnanti giapponesi, a cominciare da Oshawa e quindi da una generazione di suoi discepoli diretti, come Kushi, Aihara, Kikuchi ed altri. Il movimento ha avuto un forte carattere giapponese e quando fu trasferito in Occidente, la sua filosofia venne espressa in termini orientali /giapponesi. Perciò la sua cucina è stata dominata da piatti e stili di cottura giapponesi; la sua medicina è stata basata su terapie e rimedi tradizionali giapponesi; l'educazione macrobiotica ha spesso incluso arti giapponesi e arti marziali, insieme a pratiche e credenze religiose giapponesi. Anche gli schemi di relazione uomo-donna e di interazione sociale sono stati influenzati dai modelli giapponesi.

Tutto ciò è comprensibile, considerando anche il fascino che possono avere in Occidente l'eleganza, la sottigliezza e la bellezza della cultura giapponese. Ma le idee base della macrobiotica, mette in evidenza Kotsch, sono universali e non sono legate ad alcuna particolare cultura. Esse includono i seguenti principi:

  • La salute,la libertà e la felicità sono un diritto di nascita dell'essere umano, di cui l'individuo deve responsabilmente prendere coscienza.
  • Il cibo è un fattore chiave nella vita umana. Svolge un ruolo essenziale, spesso trascurato, per la salute. Può prevenire e curare la malattia. Influenza la vita fisica emozionale, mentale, e spirituale.
  • Una dieta ottimale è ecologica, fondata sull'ambiente naturale ed il suo clima. È principalmente basata sui cereali integrali, accompagnati da altri cibi vegetali di stagione, prodotti localmente.
  • L'universo è un tutto armonico e dinamico, in cui gli opposti sono complementari. L'umanità è una parte integrante di questa unità.

Sono idee applicabili dovunque. Tuttavia, sono espresse e praticate in modo leggermente diverso, secondo l'ambiente naturale e culturale di riferimento. In base al principio che l'umanità e l'ambiente sono un tutt'uno, sarebbe auspicabile che si sviluppassero varie espressioni locali dalla macrobiotica, capaci di alimentarsi della propria eredità culturale, espressa da propri cibi tradizionali, cucina, medicina, arti e mestieri, schemi di interazione sociale e pratiche spirituali. Si tratta di creare una forma di macrobiotica che sia in armonia con il proprio ambiente e con le circostanze storiche e culturali locali. In Europa, per esempio, cereali tradizionali come l'avena, l'orzo e la segale, potrebbero accompagnare o sostituire il riso come alimento principale. Cibi fermentati tradizionali, come pane a pasta acida, crauti, kvass (bevanda tradizionale in Europa orientale, ottenuta da cereali leggermente fermentati) potrebbero essere nuovamente valorizzati ed utilizzati.

Il processo di acculturamento e di adattamento della macrobiotica a diverse realtà è appena iniziato. Sempre sulla base di principi comuni ed universali, ogni sua espressione sarà distinta nei particolari e nella pratica. Kotsch ritiene che l'omogeneità che lega la comunità macrobiotica potrebbe andare a perdersi, ma il movimento nella sua globalità ne verrebbe rafforzato. Nell'ambito di ogni nazione, la macrobiotica potrà rivelarsi un modo più soddisfacente di vivere, capace di interessare e beneficiare un maggior numero di persone.

Secondo Kotsch emergono tendenze importanti nella macrobiotica. C'è la maturazione intellettuale ed emozionale, che permette di andare oltre gli schemi dogmatici e rigidi del passato. C'è la maggiore professionalità ed organizzazione nel movimento. E c'è soprattutto la tendenza ad adattare la macrobiotica in modo che si armonizzi con le passate tradizioni e con i bisogni presenti della gente, nei vari Paesi del mondo.

La macrobiotica che cambia

In un suo lungo articolo4, Patrick McCarty, insegnante di Shiatsu e consulente macrobiotico, osserva che, negli ultimi anni, è diminuito l'interesse del pubblico generale verso i principi fondamentali della macrobiotica, mentre ne sono aumentate le applicazioni pratiche. In altre parole, l'interesse teorico e stato offuscato dalle tecniche, soprattutto nel campo della dieta e dell'alimentazione. Secondo Patrick, ora la gente vuole sapere cosa mangiare, e non è interessata alle teorie che stanno dietro ai consigli pratici. In genere, le persone preferiscono ricevere una "ricetta", che sostituisca il trattamento medico vecchio stile con un trattamento basato sul cibo.

McCarty si domanda se in questa "ricetta" basti mettere solo il cibo. Un macrobiotico super-entusiasta vecchio stile risponderebbe senz'altro SI, e che chi non risponde positivamente ai cambiamenti dietetici, non ha praticato correttamente la macrobiotica. In realtà, quasi nessuno pratica esattamente come suggeriscono i libri. Se tutti praticassero come "si dovrebbe", forse ci sarebbero ancora maggiori fallimenti, perché ognuno di noi è unico e deve attuare adattamenti particolari a sé stesso.

I principi dietetici macrobiotici sono stati predisposti come direttive generali. Gli scritti di Oshawa contengono affermazioni che vanno "intepretate", come quella secondo cui la guarigione di una malattia, anche grave, è garantita a chi segue una dieta di solo riso per 10 giorni.

In altri scritti egli afferma che l'attitudine, specialmente l'arroganza, crea il più basso stato di salute, indipendentemente dalla dieta. McCarty si domanda, a questo punto, se sia più importante una dieta corretta o la propria attitudine.

Comunque sia, Oshawa ha costantemente messo in evidenza, nei suoi insegnamenti, che lo scopo della macrobiotica è quello di raggiungere la libertà. Da qui la domanda: la pratica della macrobiotica porta alla libertà? Una dieta a base di cereali integrali, verdure, leguminose, zuppa di miso ecc. è sufficiente per raggiungere lo scopo della ricerca della libertà?

La risposta di McCarty, dopo 20 anni di consulenze a circa 8000 persone, è decisamente NO! Dalla medicina cinese McCarty ha imparato che malattia e incidenti possono colpire in qualsiasi momento, indipendentemente dall'attitudine mentale e dalle misure preventive. "Accadono cose strane, questa è la vita", afferma. E quando queste cose succedono, ci sono più metodi che affrontano disarmonie e squilibri, tra gli altri: la terapia alimentare; la fitoterapia; il movimento del corpo, come Tai Chi e Qi Gong; le tecniche come lo Shiatsu, l'Agopuntura e la Moxa; la meditazione e la preghiera. Questo, è l'approccio multi-dimensionale usato in Cina per 3000 anni.

L'idea che la sola dieta sia sufficiente per guarire la malattia è valida quando lo squilibrio è causato solo dal cibo. Per esempio un mal di testa, che sorge dopo avere bevuto qualche bicchiere di vino. Ma se il mal di testa capita spesso, ci possono essere varie cause, dietetiche, emozionali, ambientali ecc.

Nel campo della dieta e delle terapie con le erbe c'è un concetto chiamato Fu Zheng, che significa rinforzare quello che è corretto. Il termine è applicato alle terapie nutrizionali, dove lo scopo principale è di migliorare l'integrità costituzionale e costruire resistenza alla malattia. È usato come prevenzione generale e per il trattamento di certe condizioni specifiche. Cibo e erbe servono a prevenire l'insorgere della malattia.

I meccanismi di come il cibo e le erbe nutrono e proteggono sono semplici. L'energia del cibo, chiamata "Qi", è trasformata dallo stomaco e assimilata dalla milza per diventare umidità e sangue, che nutrono l'organismo. Se ciò avviene noi rimaniamo sani e siamo in grado di immagazzinare ulteriore energia per utilizzarla in tempi di stress e di bisogno. L'intera procedura dipende dalla capacità individuale degli organi di trasformare il cibo. Se ci sono problemi allo stomaco, al pancreas, all'intestino, e così via, come può il corpo ottenere l'energia del cibo? Molti pazienti hanno bisogno di un aiuto particolare per effettuare questo lavoro. La sola dieta non sarebbe sufficiente. Ci sono persone che, dopo sei mesi di una "dieta macrobiotica salutare", sono quasi senza respiro e capacità di attività fisica, senza sufficiente massa muscolare, a causa della eccessiva perdita di peso. Dalla palpazione addominale con lo shiatzu diventa evidente che queste persone mancano della capacità di digerire i principali ingredienti della dieta macrobiotica.

Come consulente macrobiotico Patrick McCarty ha raccomandato, oltre all'uso di meno sale, tempi di cottura più brevi, l'inclusione di cibi freschi, con una maggiore percentuale di verdure, l'enfasi sugli esercizi, i trattamenti esterni, infine certi prodotti, che diventano parte integrale delle raccomandazioni: per esempio le erbe della medicina tradizionale cinese; gli enzimi digestivi basati sulle sostanze vegetali; il concentrato di ume, il green magma 5; le microalghe (verde-azzurre); le alghe selvatiche d'acqua fresca, per aumentare l'energia e la capacità digestiva; i bagni di sale – un bagno minerale caldo, che aumenta la circolazione, aiuta il corpo ad eliminare tossine e a rilassarsi.

Dopo tanti anni di esperienza McCarty ha sviluppato l'interpretazione della macrobiotica, aggiungendo elementi che possono essere utili e che secondo la sua intuizione aumentano la salute mentale e fisica dei pazienti. Egli conclude il suo articolo affermando di essersi fatto guidare sempre dal principio di "Avere fiducia nella natura", e pur cambiando piccoli dettagli nella pratica, si è sempre mantenuto fedele ai principi universali della macrobiotica

Il radioso futuro

Quali cambiamenti si stanno verificando nel movimento macrobiotico e quale è il futuro della macrobiotica? Ovviamente le risposte sono le più diverse. Quello che mi stupisce è la sicurezza con cui molti "esperti" esprimono le proprie convinzioni e fanno affermazioni.

Per esempio, in un'intervista 6 Verne Verona, risponde perentoriamente: «La maggior parte dei consulenti macrobiotici ha appreso un protocollo formale che sembra invecchiato e quasi meccanico. [...] C'è una infantile semplicità in alcune raccomandazioni, che sfidano la realtà delle nostre condizioni e del nostro stile di vita moderno.» Poichè Verona non cita dei nomi, ma fa delle affermazioni generiche, è difficile farsi una idea serena sui casi "scandalosi" che egli cita. Quando dice: «È stato affermato da un insegnante di macrobiotica molto conosciuto, che la leucemia è una delle forme di cancro più facili da curare con la macrobiotica.» che cosa sappiamo noi di quello che effettivamente ha detto e consigliato il consulente, che Verona definisce un dilettante da poltrona? Mi pare che quelle attitudini "sempliciste e dogmatiche"che Verne attribuisce agli altri, possono essere presenti in lui stesso. Anche se possedesse il dono della verità, Verona forse farebbe bene a moderare il suo stile focoso, contribuendo a migliorare il panorama macrobiotico.

È veramente tanto assurdo parlare di "energia che và verso l'alto" quando ci si riferisce alla crescita dello scalogno? Oppure parlare di "eliminazione", "purificazione"da parte del'organismo. Secondo Verona queste parole sono usate troppo spesso per nascondere l'ignoranza di chi fa tali affermazioni. Se ciò sia vero dipende dal contesto in cui le affermazioni vengono fatte.

Nella seconda parte dell'intervista ci sono delle affermazioni che sono più specifiche e convincenti. Concordo quando egli afferma che i numerosi casi di morte per cancro verificatisi tra i membri della comunità ed gli insegnanti macrobiotici, non devono portare a svalutare la macrobiotica, ma indurci ad avere una visione più ampia di quella fin'ora avuta. Una visione che includa l'ambiente, il nostro livello di stress, la capacità di affrontarlo, il nostro se emozionale e i nostri bisogni di autoespressione, le nostre passioni o la loro mancanza, le nostre relazioni e i rapporti familiari. Tutti questi fattori hanno il potere di influenzare drammaticamente la nostra salute. Udire che qualcuno è morto perché aveva mangiato troppi farinacei, o consumato tempura alcune volte alla settimana, sono affermazioni che hanno odore di fanatismo.

Verona attribuisce la rallentata crescita del movimento macrobiotico alla sua fissazione sul cibo e al radicamento nelle espressioni culturali giapponesi. Egli sostiene che servono maggiori riferimenti di altre culture. Si mostra stanco di vedere nei campi macrobiotici e alle esposizioni "gli stessi vecchi oratori". Si lamenta che nelle istituzioni e negli insegnanti macrobiotici ci sai una "mentalità da poveri". Suggerisce maggiori investimenti per attrarre nuove persone, ritenendo che ci siano molte persone e istituzioni disposte a finanziare i costi delle pubblicazioni informative e a sponsorizzare gli eventi.

Ma io mi domando, in una società in cui quasi tutto è basato sul consumo superfluo, chi sarà disposto ad investire nell'informazione educativa macrobiotica, nella quale, in fin dei conti, si insegna il "vivere parvo"? Di solito, chi investe del denaro mira al profitto e comunque al proprio tornaconto, finendo per dirigere gli obiettivi dell'operazione finanziata. Finora la diffusione di ogni iniziativa macrobiotica ha dovuto fare i conti con la limitatezza dei fondi e con la necessità di salvaguardare la purezza del proprio messaggio.

La macrobiotica potrà mai liberarsi della sua vecchia immagine? Secondo Verona è difficile ma non impossibile. I concetti esposti da Oshawa contengono delle intuizioni e una visione profonda, ma i suoi scritti e le relative traduzioni, prodotti negli 1940-1960, finiscono per fare apparire la macrobiotica come bizzarra, con consigli semplicisti, se non addirittura pericolosi. Sta il fatto che gli articoli che presentano la macrobiotica in modo negativo, ancora adesso citano quegli scritti. Secondo Verona l'aggiornamento di quel materiale, con un approccio più moderno, moderato e flessibile, può essere un buon punto di partenza.

Lo spirito della macrobiotica è costituito dalla volontà di vivere una vita di sfide ed avventure, sviluppando un senso di padronanza di se stessi. Mentre invece, afferma Verona, oggi si incontrano persone che ti fanno la diagnosi senza permesso, che fanno affermazioni perentorie, pronunciano giudizi storici e filosofici, agiscono con condiscendenza nel loro modo di comunicare e dimostrano un'etica discutibile. Molti insegnanti si comportano secondo il principio "fai ciò che dico, non far ciò che faccio", oppure si fanno pagare grosse parcelle per le loro consultazioni e creano dipendenza nei loro clienti. In proposito io ritengo che Verona esprima critiche pesanti ma generiche, senza che i non meglio identificati accusati abbiano la possibilità di spiegare il proprio operato. Ogni movimento ha i suoi fanatici. Ogni movimento può avere le sue "pecore nere". Ma generalizzare indiscriminatamente porta a giudicare con pessimismo, soprattutto in chi si avvicina al movimento.

Conclusioni

La macrobiotica è in continua trasformazione ed evoluzione, non può essere una ricetta. Perciò concludo con l'augurio che ognuno di noi continui a praticarla, sperimentando e facendosi coinvolgere ogni giorno dall'affascinante mistero della vita.


Note

Un buon riferimento generale per chi volesse conoscere il pensiero e l'esperienza di altre persone macrobiotiche nel mondo è il sito, in lingua inglese, www.macrobiotics.co.uk.

0 Leguminose (fonte: Wikipedia): Le Fabacee (Fabaceae, da faba = Vicia faba = fava, una delle specie coltivate più antiche) o Leguminose (da legume, il frutto più tipico) o anche Papilionacee (da papilio = farfalla, per la forma del fiore) sono una famiglia di piante dicotiledoni dell'ordine delle Fabales. Ne fanno parte tra l'altro i caiani (Cajanus indicus), i fagioli (Phaseolus vulgaris L.), i piselli (Pisum sativum L.), le fave (Vicia faba L.), i lupini (Lupinus), i ceci (Cicer arietinum L.), l'arachide (Arachis hypogaea L.), la soia (Glycine max (L.) Merr.), la lenticchia (Lens culinaris).

1 LA PNL, programmazione neuro-linguistica, ha dato un contributo notevole alla scienza del linguaggio e della comunicazione, creando vari strumenti linguistici, semplici, utili ed efficaci per chiarire il significato e le parole. Vedi Richard Bandler e John Grinder.

2 Fonte: www.macrobiotic.org/letters1.html.

3 Vedi articolo di Fred Pulver sul sito www.macrobiotic.org/letters1.html.

4 L'articolo di Patrick McCarty è reperibile sul sito www.natural-connection.com.

5 Il green magma è un prodotto commerciale a base di succo disidratato di orzo mescolato con riso integrale disidratato. Può rivelarsi utile per mantenere la normale chimica del sangue nelle persone sottoposte a chemioterapia e a trattamenti radianti.

6 intervista rilasciata da Verne Verona sul sito www.macrobiotics.co.uk/radiantfuture.htm.

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