La dittatura della bellezza...

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...e la rivoluzione delle donne, che soffrono in silenzio le conseguenze di una crudele realtà: la dittatura della bellezza. Un romanzo di Augusto Cury.

In questa opera1, presentata sotto forma di romanzo, l’autore tratta il quotidiano di donne che soffrono in silenzio le conseguenze di una crudele realtà del mondo moderno: la dittatura della bellezza.

Basandosi sulla sua vasta esperienza come psichiatra e ricercatore di psicologia, Cury lancia un grido di allarme contro questa forma di aggressione che lascia donne, adolescenti e persino bambini, tristi, frustrati e malati.

Influenzate dai media e preoccupate di corrispondere agli irrangiungibili modelli di bellezza che vengono presentati, molte donne mutilano la propria auto-stima, e alle volte il proprio corpo, in cerca di accettazione sociale e spinte dal desiderio di diventare uguali ai modelli che si esibiscono nelle passarelle, in TV e sulle copertine delle riviste.

L’autore trattando questo problema tanto attuale, riesce a far sì che il lettore si identifichi immediatamente con i personaggi, nella loro lotta per una vita più piena, in cui ogni persona si senta libera di essere quello che è, senza vergognarsi della propria apparenza e senza paragonarsi a nessuno.

Cury ci fa comprendere che la bellezza sta negli occhi di chi guarda e che noi potremmo fare un romanzo con la nostra storia di vita, perché ogni essere umano è un personaggio unico nel palco dell’esistenza. Nella prefazione l’autore ci informa che il suo obiettivo è quello di sezionare un cancro sociale che ha creato milioni di persone infelici e frustate, specialmente donne e adolescenti.

Nonostante l’apparente rispetto per i diritti umani, possiamo constatare come questi diritti mai sono stati così violati come nelle società democratiche.

Questa terribile dittatura che opprime e distrugge l’autostima degli esseri umani è la dittatura della bellezza, che asfissia il piacere di vivere, crea una guerra continua con lo specchio e crea un profondo rifiuto di sé stessi.

La maggior parte delle donne non si vedono belle. Gli uomini hanno creato una società di consumo inumana,che usa il corpo delle donne e non la loro intelligenza, per divulgare i suoi prodotti e servizi, generando un consumismo erotico.

In un mondo ossessionato dalla perfezione fisica, riviste, film, programmi della televisione, cataloghi, mostrano continuamente immagini di donne fantastiche.

Il messaggio che trasmettono è che la perfezione dovrebbe essere l’obiettivo di tutte e che se voi non siete perfette dovete fare tutto il possibile per correggere le vostre imperfezioni.

Questo sistema non ha come obiettivo di creare persone risolute, sane e felici, perchè preferisce persone insoddisfatte di sé stesse, perché quanto più ansiose sono tanto più consumiste diventeranno.

L’autostima è uno stato di spirito, un’oasi che deve essere ricercata nel territorio delle emozioni.

Ogni donna, uomo, adolescente, dovrebbe coltivare una storia d’amore con sè stesso, fare un romanzo della propria vita, perché tutti noi possediamo una bellezza fisica e psichica particolare ed unica. E’ neccessario fare una rivoluzione serena ed intelligente contro questa dittatura.

Questa battaglia dipende sopratutto dalle donne. In questo romanzo, queste donne, appoggiate da due affascinanti pensatori, uno psichiatra e un filosofo, intraprendono la maggiore rivoluzione della storia.

Una rivoluzione internazionale satura di avventure, lagrime e allegria.

La cultura del corpo super-magro diffuso dai media, sta generando una psicosi collettiva che distrugge l’autostima e l’auto-immagine di adolescenti e adulti, inclusi gli uomini.

I concetti di auto-accettazione, di attrazione fisica, di accettazione sociale, di benessere sono costruiti sulla base di un modello insano, a cui non sfuggono neanche le stesse modelle, che spesso distruggono la propria salute fisica ed emozionale.

Esse non si rendono conto che sono fragili vittime di un sistema predatore che non le ama, ma le sfrutta e poi le scarta.

Questo sistema ha creato quella che Cury ha descritto come la “Sindrome di PIB” (in portoghese Padrao inatingivel de beleza) che in italiano potremmo tradurre come “modello irraggiungibile di bellezza”.

Questa sindrome è causata dalla diffusione di immagini di modelle magrissime, da immagini di bellezza non comuni alla TV, dal cinema, dalla pubblicità.

L’obiettivo della dittatura della bellezza è di promuovere inconsciamente insodddisfazione e non soddisfazione.

Perché una persona soddisfatta, di buon umore, tranquilla, non è consumista, consuma in modo intelligente.

Non ha bisogno di vivere la paranoia di cambiare continuamente le scarpe, i vestiti, il cellulare, l’automobile. Invece le persone insoddisfatte proiettano la loro insoddisfazione nell’avere. Consumano sempre di più, perché sentono sempre di meno.

Alcuni professionisti di salute mentale ritengono che lo sfruttamento erotico del corpo della donna nell’industria del consumo, costituisca una delle peggiori e più nocive invenzioni del capitalismo.

C’è anche da preoccuparsi delle nuove generazioni. I preadolescenti e gli adolescenti si ammalano più rapidamente, sono insodddisfatti, consumisti, chiedono che il mondo sia ai loro piedi e pretendono sempre di più dal loro corpo.

Per contrastare questa tendenza l’autore dà alcuni suggerimenti:

“Non incentivate le vostre figlie a truccarsi molto presto, a preoccuparsi della moda, a comportarsi come modelle. Stimolatele a vivere la loro infanzia pienamente. Inoltre non incentivate i ragazzi a supervalorizzare lo specchio, i vestiti di marca, gli oggetti di consumo, i videogame.

Stimolateli a giocare, a inventare, a sognare, a mantenere il contatto con la natura, a praticare sport, a conquistare amicizie, a vivere la vita come una grande avventura.

Inducete i vostri figli, fin da piccoli, a criticare il modello di bellezza imposto dai media, specialmente dalla propaganda commerciale”

Eppure la bellezza può essere raggiunta con attitudini intelligenti come l’affetto, la tolleranza, i sogni, e non solo con l’anatomia del corpo.

Le donne dovrebbero iniziare una nuova rivoluzione contro un sistema che usa i loro corpi come merce, senza rispettare la loro intelligenza e dignità e quelle delle loro figlie.

Ogni donna è bella a suo modo, ha un modo speciale di essere, la propria anatomia, deve amarsi, contemplare e godere intensamente la sua vita.

Deve potersi guardare allo specchio senza paura, senza rifiutarsi, e ammirare la sua bellezza e forza interiore. Perchè sentirsi bella è uno stato di spirito, un allenamento delle emozioni, un esercizio interiore affettivo degli occhi di chi osserva.

Potrei citare molte altri utili suggerimenti e consigli dell’autore, ma non vorrei dilungarmi troppo, quindi concludo questa presentazione con l’augurio che il libro venga tradotto in italiano e che i media comincino a diffondere un modello di bellezza comune, che enfatizzi un prototipo normale di donna, senza stabilire come modello di bellezza i corpi supermagri delle modelle che appaiono sulle copertine delle riviste.


1 Titolo originale A DITATURA DA BELEZA E A REVOLUÇAO DAS MULHERES, edizioni Sextante (Brasile).