Sui latticini al Meditation Resort

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Quali insegnamenti ci ha dato il maestro Osho in merito alla alimentazione?

Rientro in Italia dopo due mesi di soggiorno nel centro di meditazione di Koregaon Park a Puna in India. Ritornando a casa ho continuato a riflettere sulle mie esperienze durante questo viaggio. Ero già stato altre volte nel centro di meditazione, l’ultima nel 2011. Già allora avevo avuto la sensazione che tante cose fossero cambiate rispetto alla “Comune” di Osho, quella che aveva raccolto per tanti anni un grande numero di Sannyas (discepoli) provenienti da tutto il mondo.

Ora la Comune (comunità) ha cambiato nome: si chiama “Resort” (centro di soggiorno). È un cambio di formula, che ne ha alterato lo spirito, io penso. Probabilmente il centro di soggiorno si è reso necessario poiché il mantenimento della Comune, che richiede un considerevole impegno di collaborazione da parte di tutti i discepoli residenti, finiva col distrarli dalla meditazione. D’altro canto l’avere delegato a persone esterne alla Comune le mansioni giornaliere di pulizia e manutenzione degli edifici e la preparazione dei pasti, oltre ad aumentare enormemente le spese di manutenzione, ha contribuito ad allentare i contatti personali e la condivisione della vita giornaliera dei partecipanti alla vita della comunità.

Ho constatato, per esperienza quotidiana diretta, che l’avere affidato la preparazione a un gruppo di cuochi estranei alla Comune ha peggiorato la qualità dei pasti offerti agli ospiti e ha fatto aumentare notevolmente i prezzi. L’etichetta “cucina vegetariana” è stata mantenuta ma non è d’aiuto, poiché abolire la carne non porta necessariamente alla preparazione di piatti più salutari. Ogni giorno ho esaminato i menù e mangiato sul posto: la grande maggioranza dei piatti non si poteva considerare salutare, dato l’uso generalizzato d’ingredienti come latticini, zucchero, uova, spezie abbondanti e piante solanacee (patate, melanzane, peperoni, pomodori). Per il pasto di maggiore affluenza, il pranzo, erano in funzione due ristoranti self-service; nel primo, il Meera, si trovavano regolarmente il riso integrale e delle verdure bollite, accanto a tanti altri piatti tradizionali della cucina indiana. Dalla seconda metà di febbraio in poi, periodo di minore affluenza al resort, i pasti giornalieri venivano offerti da un solo ristorante, il Zorba the Buddha. Per ottenere del riso integrale e delle verdure bollite occorreva un ordine specifico in anticipo, perciò seguire un’alimentazione semplice e salutare diventava più difficile.

Ciò che scrivo può far pensare che sono un fanatico del cibo sano, un seguace di una dieta molto restrittiva. Ma io invece voglio indagare quali insegnamenti ci ha dato il maestro Osho in merito all’alimentazione. Ogni sera tutti i discepoli si riuniscono nel grande Auditorium piramidale del resort per celebrare ascoltando le registrazioni dei discorsi di Osho. In un discorso Osho racconta di aver abolito il consumo di latte e latticini, su consiglio del suo medico personale, ottenendo notevoli benefici e la riduzione di certi disturbi. Nello stesso discorso Osho si sofferma anche sugli aspetti etici connessi allo sfruttamento del bestiame, impietosamente e crudelmente sfruttato per aumentare la produzione di latte. Cito dal capitolo 25 di “From personality to individuality”[1]:

Ho sempre pensato che […] il latte sia proprio come la carne. Non ha origine vegetale, è un alimento d'origine animale.[…] Da dove proviene il latte? È il meccanismo materno, proprio della biologia, che transforma il sangue della madre in latte. In effetti si beve del sangue bianco.

Osho prosegue descrivendo i violenti metodi che certi allevatori indiani praticavano sul bestiame per ottenere più latte dalla mungitura, e continua, a proposito della sua decisione di non consumare più i latticini e della sua conseguente guarigione:

Tutti mi sollecitavano: “Se eliminerai il latte non resterà niente nel tuo cibo. Se eliminerai il formaggio [caglio] non resterà niente nel tuo cibo. Se non mangerai burro perderai peso”. Ma era proprio quel peso che mi causava così tante difficoltà. Ora invece tutti i miei problemi sono scomparsi. Ora respiro bene, non ho peso in eccesso, la schiena sta migliorando.

Voglio rammentare ai lettori che Osho non prendeva posizione rispetto alla macrobiotica e all’alimentazione in genere, poiché voleva evitare di far nascere in chi lo ascoltava qualsiasi atteggiamento rigido o fanatico. Ma sono convinto che riguardo ai latticini Osho ha preso una posizione, che rispecchia un suo invito principale: essere sempre coscienti del rispetto che dobbiamo al nostro corpo e perciò a come ci alimentiamo. In sintesi, secondo me, Osho ci incoraggia a sperimentare di eliminare il consumo dei latticini, per osservare i cambiamenti positivi personali che ne derivano.

[1] From Personality to Individuality, ed. Osho Media International, p. 504 - mia la traduzione dall'inglese all'italiano.