Che cos'è la macrobiotica?

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INTRODUZIONE

Che cos'è la macrobiotica?

Anzitutto è una parola, e, come tutte le parole, non ha un significato intrinseco, ma ha il significato che le persone le attribuiscono. Il linguaggio non è altro che una rappresentazione simbolica di un'esperienza soggettiva, più profonda e complessa. In tema di linguaggio sappiamo come possa essere difficile comunicare finché gli interlocutori non chiariscano il significato che essi attribuiscono alle parole usate.

Facciamo due ipotesi:

1) Il mio interlocutore non sa nulla di macrobiotica, sente la parola per la prima volta ed è disposto ad ascoltare le mie spiegazioni.

In questo caso io cercherei di comunicargli quello che io, secondo gli insegnamenti ricevuti, la mia interpretazione e la mia esperienza, intendo per macrobiotica. Direi che: la macrobiotica, dal greco makros e bios, significa grande vita; molto più di una dieta, è uno stile di vita, basato su principi universali di armonia con la natura; piuttosto che alle teorie analitiche della moderna scienza dietetica, la macrobiotica si ricollega alle tradizioni alimentari di popoli che si sono nutriti principalmente di cereali integrali, verdure di stagione, leguminose.

Basterà questo a soddisfare la curiosità del mio interlocutore o a indurlo a fare dei cambiamenti nelle proprie abitudini? Molto probabilmente NO. Perché non sono stato abbastanza convincente? Piuttosto perché mentre io parlavo, automaticamente, nella mente del mio interlocutore erano richiamate tutte le sue esperienze, le sue conoscenze sulla salute, il cibo, ecc.

2) Il mio interlocutore o i miei interlocutori, hanno udito tante volte la parola macrobiotica ed hanno avuto qualche esperienza diretta. In questo caso è inevitabile che ognuno, automaticamente richiami alla memoria le proprie esperienze, il proprio "vissuto".

Per esempio chi ha avuto la fortuna di essere guarito da una malattia grave, utilizzando i principi e la pratica della macrobiotica, molto probabilmente s'illuminerà in viso, e sarà pronto a condividere la propria esperienza.

Immaginiamo invece che un'altra persona abbia visitato un ristorante macrobiotico e che non abbia trovato il cibo di suo gusto, magari perché abituata ad altri sapori: affermerà che la pratica macrobiotica è un sacrificio e una rinuncia. Se poi nel corso della visita questa persona vede clienti che le sembrano troppo magri o troppo seri, preoccupati solo di masticare il proprio riso integrale, si fa la convinzione che i macrobiotici sono tutti magri e tristi.

Avete già capito: tutti tendiamo a generalizzare, e ciò è comprensibile ed umano. Il problema sorge quando le conclusioni in merito alle nostre esperienze sono cristallizzate e noi manteniamo immutabilmente il nostro cliché mentale e non siamo capaci di rivedere il nostro giudizio.

Sempre nell'ambito delle persone che hanno avuto esperienza di macrobiotica, un altro motivo ricorrente di malintesi e di mancanza di dialogo, è costituito dal fatto che ognuno degli interlocutori è "fissato" sulle proprie esperienze e sugli insegnamenti o "indottrinamenti" ricevuti, e non è capace di percepire punti di vista ed esperienze diverse. Tutto questo non dovrebbe meravigliare molto, perché accade anche con le religioni e le idee politiche, nell'intricata rete dei rapporti umani.

Gli esseri umani tendono sempre a giustificare e a trovare una spiegazione "razionale" del proprio comportamento. C'è sempre una "filosofia" cui ci si può aggrappare per tranquillizzare la nostra coscienza. Questo succede anche tra i macrobiotici.

Un principio di P.N.L. per comunicare senza conflitti in mezzo alla diversità di viste del mondo è che "la mappa non è il territorio", cioè il modo come ognuno di noi vede la realtà non è la realtà, bensì una sua rappresentazione, che ognuno si fa in base a tutto ciò che è registrato nella propria mente, sotto forma di condizionamenti, esperienze e conoscenze.

Dopo questa digressione, ritorno all'argomento principale. In macrobiotica spesso si afferma che un'alimentazione corretta, un modo di vita appropriato, a mano a mano che il corpo e la mente si purificano, porti ad una chiarezza mentale tale che l'individuo diventa capace di percepire la realtà come questa è, e quindi faccia le scelte adatte. Si afferma che il sangue nutre il cervello, e ciò è incontestabile, e che cambiando la qualità del sangue, cambia anche il nostro modo di pensare.

Su quest'ultima affermazione, apparentemente logica, si deve dire che il processo non è poi così automatico. Senza volere dare una spiegazione scientifica di come funzionano il cervello e il sistema nervoso, su cui non ho una conoscenza specifica, presento solo un'immagine, pensando che quando il cervello dà un ordine di azione, si crea un impulso nervoso, che mette in comunicazione alcune cellule nervose, i neuroni, collegate tra loro da sottilissime connessioni filamentose, i dendriti. La ripetizione dello stesso impulso crea un cammino preferenziale, frutto dell'irrobustirsi e dell'inspessirsi dei legami tra le cellule, che rendeno più facile un dato comportamento, che perciò saremo portati a ripetere. Un manuale di neurologia può spiegare meglio il meccanismo di trasmissione degli impulsi nervosi e dei "solchi", che si creano quando ripetiamo un certo comando.

Anche se stiamo assistendo ad un sempre maggior interesse della popolazione dei Paesi tecnologicamente avanzati per l'agricoltura organica, per i cibi naturali e per le tecniche di cura alternative, in quegli ambienti la parola "macrobiotica" spesso non è bene accolta. Molte scuole d'alimentazione, pur ispirandosi a principi macrobiotici, evitano di utilizzare questa parola, preoccupate della ripercussione negativa che il riferimento alla macrobiotica potrebbe avere sulla loro attività. Possiamo comprendere quest'atteggiamento, ma nello stesso tempo dobbiamo riconoscere che la macrobiotica come movimento con la sua filosofia, le sue idee, i suoi principi, fa parte della storia dell'evoluzione umana fino alla nostra epoca.

Continua ...