Che cos'è la macrobiotica? 5

Condividi segnalibro

 

Questo articolo è costituito da più parti pubblicate una per settimana. Già pubblicate:


LA MACROBIOTICA CAMBIERÀ CON IL TEMPO

Quali cambiamenti si stanno verificando nel movimento macrobiotico e qual è il futuro della macrobiotica? Sono queste domande che spesso rivolgiamo a noi stessi e alle persone che da molti anni sono coinvolte nel movimento, per scelte etiche e filosofiche, professionali, per ragioni di salute... Ovviamente le risposte sono le più diverse. Ciò che mi stupisce è la sicurezza con cui molti "esperti" esprimono le loro convinzioni. Ho letto un'intervista[5] in cui Verne Verona, rispondendo alle domande sopra esposte, fa affermazioni perentorie, per esempio, "La maggior parte dei consulenti macrobiotici hanno appreso un protocollo formale che sembra invecchiato e quasi meccanico", oppure, "C'è una infantile semplicità in alcune raccomandazioni, che sfidano la realtà delle nostre condizioni, del nostro stile di vita moderno". Poiché l'intervistato non cita nomi e fa affermazioni generiche, è difficile per chi legge farsi un'idea serena sui casi "scandalosi" dallo stesso citati. Quelle attitudini "sempliciste e dogmatiche", che Verne attribuisce agli altri, possono essere presenti in lui stesso. Se Verne possedesse il dono della verità, forse farebbe bene a moderare il suo stile focoso, se veramente volesse contribuire a migliorare il panorama macrobiotico. È veramente tanto assurdo parlare di "energia che va verso l'alto" quando ci si riferisce alla crescita dello scalogno? Oppure parlare di "eliminazione" e "purificazione" da parte dell'organismo?

Nella seconda parte dell'intervista, Verne Verona suggerisce di adottare una visione che includa l'ambiente, il nostro livello di stress, la capacità di affrontarlo, il nostro sé emozionale e i bisogni d'auto-espressione, le nostre passioni o la mancanza di queste, le nostre relazioni e i nostri rapporti familiari. Tutti questi fattori hanno il potere di influenzare molto la nostra salute. Egli attribuisce la lenta crescita del movimento macrobiotico al fatto che esso è fissato sul cibo e radicato nelle espressioni culturali giapponesi. Sostiene che abbiamo bisogno di maggiori riferimenti di altre culture e lamenta che nelle istituzioni e negli insegnanti macrobiotici c'è una "mentalità da poveri". Suggerisce maggiore investimento di denaro per attrarre nuove persone. Ritiene che ci siano molte persone o istituzioni disposte a finanziare i costi di dépliant pubblicitari e a sponsorizzare eventi.

Mi domando: in una società in cui quasi tutto è basato sul consumo superfluo, chi sarà disposto ad investire in un'informazione educativa in cui, in fin dei conti, s'insegnerebbe a "vivere parcamente"? Di solito, chi investe del denaro mira al profitto e in ogni caso al proprio tornaconto, e finisce per dirigere gli obiettivi dell'operazione finanziata. Finora la diffusione d'ogni iniziativa macrobiotica ha dovuto fare i conti con la limitatezza di fondi e con la necessità di salvaguardare la purezza del proprio messaggio.

Verne afferma che dovremmo migliorare le tecniche di marketing e annuncia di aver progetti di realizzare un film documentario, che dovrebbe essere finanziato da terzi. Io gli auguro successo e sono curioso di conoscere i risultati, che costituirebbero un buon esempio per gli altri.

Alla domanda se la macrobiotica non potrà mai liberarsi della sua vecchia immagine, Verne risponde che è difficile ma non impossibile. Lo spirito della macrobiotica è costituito da una volontà di vivere una vita di sfide ed avventure, sviluppando un senso di padronanza di sé. Secondo Verne, "molti insegnanti" si comportano secondo il principio "fai quello che dico, non fare quello che faccio". Io ritengo che usare certe affermazioni, come pure la parola "molti", sia come sparare sulla folla. Si esprimono delle critiche pesanti ma generiche, senza che hgli accusati abbiano la possibilità di spiegare il proprio operato. Nessun movimento è senza fanatici, quindi ognuno può avere le sue "pecore nere", ma usare spesso la parola "molti" può generare giudizi pessimistici, soprattutto fra chi si avvicina al movimelnto.

Come Verne stesso scrive, spesso si giudica un intero movimento sulla base del comportamento di poche persone. È possibile che anche lui commetta lo stesso errore, quando esprime le sue critiche. Verne conclude affermando che ci sono molti meravigliosi aspetti filosofici, spirituali, salutari in quello che noi conosciamo come "macrobiotica" e suggerisce che, in applicazione del "principio unico", dobbiamo cercare di trovare il modo di unirci, non solo tra di noi, ma anche con chi ci ascolta. Il primo passo è di aprire il dialogo. Concordo con Verne, e mi domando: che possibilità abbiamo di dialogare con "tanti vecchi insegnanti" - parte indispensabile del movimento macrobiotico - se essi sono giudicati come superati, rigidi, fanatici?

Auguri, Verne Verona, per i tuoi progetti, ma per favore, se veramente vuoi che il futuro della macrobiotica sia "brillante e radiante", come scritto nel titolo dell'intervista, cerca di controllare il modo con cui esprimi le tue idee, che a me sembra troppo polemico ed irruente.

Potrei continuare a riportare i pareri e le esperienze di tanti altri insegnanti e veterani della macrobiotica, ma perché non lo fai tu stessa, cara lettrice, in omaggio al principio del NON CREDO? Per conoscere il pensiero e l'esperienza di tante altre persone nel mondo puoi consultare i siti, in lingua inglese, www.macrobiotics.co.uk e www.macrobioticsinternational.com.

La macrobiotica, come tutti i fenomeni della vita, è qualcosa in continua trasformazione ed evoluzione, non può essere una ricetta. Perciò concludo con l'augurio che ognuno di noi continui a praticare, sperimentare, facendosi coinvolgere ogni giorno da quest'affascinante mistero che è la Vita.

Fine della serie


[5] Verne Verona, www.macrobiotics.co.uk/radiant-future.htm