Quanta acqua bisogna bere?

Condividi segnalibro

Bere tanto fa tanto bene?


Sono diffusi tanti slogan e delle apparenti verità, presentate come indiscutibili, che in realtà potrebbero essere delle grandi bugie. Occupandomi da tanti anni di alimentazione e di tutto ciò che può favorire una vita salutare, ho letto su libri e riviste dei consigli sulla salute molto discutibili, che sono presentati come verità evidenti e incontestabili. Ciò che più mi sorprende, sono la sicurezza e la baldanza con cui certi autori esprimono i loro consigli. Ovviamente ognuno ha il diritto di esporre le proprie idee e le proprie convinzioni, ma io ritengo che sia molto più saggio lasciare margini al dubbio e permettere un dibattito aperto e chiaro. Essere capaci di confrontare ed accettare una serie di opinioni diverse e contradittorie, che si manifestano nell'ambito della libertà di espressione.

Cito ad esempio la diffusa raccomandazione di bere almeno due litri di acqua il giorno. Eppure non esiste prova scientifica o esperienziale a sostegno di questo consiglio dominante. In un articolo apparso sulla rivista Focus del settembre 2011 Amelia Beltramini finalmente, si pone la domanda: fa sempre bene bere due litri d'acqua il giorno? Che cosa è meglio bere? Spesso si consiglia di bere per dimagrire, per combattere la cellulite, per eliminare le tossine, per evitare i calcoli, ecc. Davvero bisogna costringersi a bere, anche se non si ha sete?

Secondo l'autrice la sete è un sistema veramente efficiente e non ci sono prove che faccia bene sforzarsi di bere di più. È citato l'articolo di Margaret McCartney, pubblicato nel British American Journal, che sulla base di bibliografia scientifica più seria, ha affermato che la teoria dei sei-otto bicchieri al giorno è una bufala, più volte smontata da ricerche ben documentate. Sembra che questo luogo comune sia nell'interesse dei produttori di acque imbottigliate e di altre persone in stretti rapporti con queste aziende.

Secondo Stanley Golfard della University of Pennsylvania se al posto dell'acqua si bevono bevande zuccherate, le calorie ingerite aumentano e cresce il rischio di obesità. Inoltre lo zucchero, come il sale, aumenta la richiesta di liquidi in modo innaturale: una bibita dolce stimola al consumo di altre bevande zuccherate. Nel 2002 Heinz Valtin pubblicò una critica nell'American Journal of Physiology concludendo che "non solo non ci sono prove che noi dobbiamo bere così tanto, ma questa raccomandazione potrebbe essere pericolosa, anche perché potrebbe creare sensi di colpa nelle persone per non aver bevuto abbastanza". Nel 2008 un editoriale del Journal of American Society of Nephrology raggiunse le stesse conclusioni stabilendo che non ci sono chiare prove del beneficio derivato dal bere aumentate dosi di acqua.

Personalmente ritengo che il bisogno di bere vada messo in relazione con il tipo di alimentazione e lo stile di vita delle persone interessate. Chi segue un'alimentazione di tipo vegana, vegetariana, macrobiotica potrà facilmente rendersi conto di quanti liquidi siano contenuti nelle verdure, nei cereali, nella frutta. Inoltre bisogna considerare il clima, l'attività fisica, l'ambiente in cui la persona vive. Se io che peso 46 kg devo bere due litri di acqua il giorno, una persona che pesa 80-90 kg dovrebbe bere il doppio? Se in inverno bevessi due litri di acqua al giorno, in estate quanta acqua dovrei bere? Naturalmente le industrie che distribuiscono acqua imbottigliata hanno tutto l'interesse a sostenere e fare propaganda sulla necessità di bere molta acqua!

Questo è uno dei tanti esempi in cui chi consiglia, anche se medico o esperto di alimentazione, non si pone il minimo dubbio ed è sicuro di essere nel giusto.

La vita è paradossale perché ogni situazione presenta elementi contraddittori. Ciò è comprensibile, considerando gli aspetti multiformi con cui in natura si presenta ogni fenomeno. Nel campo commerciale produttori e distributori, esaminando i risultati di ricerche scientifiche, utilizzano ai fini di marketing solo quei dati che favoriscono lo smercio del loro prodotto. Per esempio, se da ricerche scientifiche risulta che il pomodoro contiene licopene e che il vino contiene resvetrarolo, il marketing si approprierà di questi risultati per esaltare le proprietà del prodotto, ma ignorerà completamente gli effetti dannosi o negativi, come per esempio il fatto che i pomodori contengono, come tutte le solanacee, acido ossalico e altre tossine.1

In conclusione il mio parere è che la cosa migliore da fare sia imparare a percepire le necessità del nostro corpo e se necessario farsi consigliare da persone che già seguono uno stile di vita ed una alimentazione equilibrati.


1 Vedi l'articolo Alimenti buoni e alimenti cattivi del dott. Giovanni Angilè sul sito www.giovanniangile.it