Viaggiare sano per gli anziani

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Serve una bussola?


Soprattutto per gli anziani che amano viaggiare, la macrobiotica è una bussola d'inestimabile valore.

Chiunque abbia avuto occasione di comprare o di tenere tra le mani una confezione contenente un qualsiasi integratore, avrà letto la seguente raccomandazione, che a me sembra piuttosto uno slogan: 'Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di un sano stile di vita'.

Ma in che cosa consiste una dieta variata ed equilibrata, qual è il corretto modo di nutrirsi? In una grande città piena di fast food, circondati da annunci che propagandano cibo-spazzatura (junk food), vivendo in un ambiente tossico, anche sul piano alimentare, come possiamo scegliere il cibo appropriato per noi? Chi si è proposto di vivere la terza età come opportunità di crescita in piena consapevolezza deve stare attento al pericolo di essere fuorviato dagli slogan pubblicitari. Questi non hanno come obiettivo il nostro benessere e la nostra libertà di scelta.

Nel mio libro 'Arte della longevità' ho dedicato un capitolo all'Alimentazione. Detto in poche parole, una dieta salutare dovrebbe essere a base vegetale, evitando certi pericoli per la salute costituiti dal consumo generalizzato di cibi animali, come carne, latticini e uova. Chi si è proposto di vivere la terza età come opportunità di crescita in piena consapevolezza deve stare attento al pericolo di essere fuorviato dagli slogan pubblicitari. Le agenzie di viaggi e i tour operator, hanno capito bene l'immenso mercato costituito da anziani e pensionati, tanto che è entrata in uso l' espressione "senior marketing", per indicare tutte le tecniche mediatiche, utili per sfruttare al massimo le potenzialità economiche degli anziani, che nelle società industrializzate costituiscono oltre il 30% della popolazione.

Questa cultura consumistica che fa appello ai piaceri materiali, che proietta un'immagine di vita moderna e piacevole, differente da quella che gli autoctoni conducono nel loro paese, è una "pseudo-cultura", che fiacca nelle popolazioni locali la forza e la capacità di resistere alle imprese che saccheggiano le loro risorse naturali, e impedisce alle popolazioni di salvaguardare la propria eredità culturale.

Una volta stabilita la meta, si pone la necessità, soprattutto per gli anziani, di fare il possibile affinché il viaggio non pregiudichi la loro salute, mettendo in pericolo la loro incolumità e trasformando in una cattiva esperienza quella che dovrebbe essere una piacevol'e avventura.1

Prima di decidere un nuovo viaggio mi pongo questa domanda: che cosa mangerò durante il viaggio? Come mi nutrirò durante il soggiorno nella località scelta? Prestare attenzione all'alimentazione quotidiana prima e durante il viaggio è il fattore più importante di prevenzione di fronte a ogni tipo d'inconveniente legato alla salute. Viaggiando in vari continenti, soprattutto in Sudamerica e in India, anche dopo aver compiuto settanta anni, non ho mai avuto nessun serio disturbo di salute e ho conservato sempre un buon livello di energia, e soprattutto, la curiosità dell'esploratore.

Perché viaggiare

Per stimolarci e arricchirci culturalmente e spiritualmente un viaggio dovrebbe essere un'occasione di scoperta, di contatto con la gente e la cultura dei luoghi che si visitano, possibilmente lontano dai percorsi usuali tracciati dalle agenzie turistiche. La caratteristica del nostro tempo non è solo la velocità ma l'accelerazione continua; ciò che ieri era rapido oggi è inutile e lento.

L'homo digitalis ha sostituito l'homo sapiens sapiens. È significativa la rapidità con cui si realizzano le innovazioni tecnologiche. Tutto si svolge così in fretta che non siamo più capaci di fermarci. L'accelerazione si trasforma in un virus che contagia tutti gli aspetti della vita. Purtroppo questa macchina di accelerazione ha un costo enorme, non solo in termini ecologici, ma anche sociali.

Josè Luis Trechera, autore de La saggezza della tartaruga,2 giustamente mette in evidenza come le nuove tecnologie in teoria avrebbero dovuto portare a una maggiore disponibilità di tempo libero, mentre in realtà il numero di ore dedicato al lavoro è aumentato. Invece di aiutarci a rilassarci, le nuove tecnologie possono creare l'ansia di non essere reperibili per cui portano a stare in allerta tutto il giorno. La nostra società è piena di esperti in efficienza, ma manca di persone capaci di diffondere felicità. L'aumento della quantità di beni disponibili non è accompagnato da un miglioramento della qualità della vita.

L'autore ci incoraggia a iniziare un appassionante viaggio verso la felicità e aggiungere qualità di vita agli anni e non soltanto anni alla vita. Non basta solo avere buone intenzioni ma è necessario metterle in pratica. Soprattutto nell'ultima fase della nostra vita, dobbiamo avere la saggezza di scoprire veramente chi siamo, abbandonare le illusioni, il rimpianto del passato e sfruttare ogni momento nel presente. Dobbiamo smettere di rinviare la nostra felicità, proiettandoci verso un futuro che non possiamo prevedere.

Nei paesi formatisi dalla decolonizzazione, soprattutto in Sudamerica, gli abitanti indigeni, sradicati dalle loro terre e dalla cultura originaria, una volta entrati in contatto con la nostra civiltà, hanno assimilato il peggio delle abitudini degli invasori. Purtroppo le tradizioni alimentari indigene sono quasi totalmente scomparse, pur essendo molto più salutari. L'euforia della vacanza e il maggior movimento fisico facilmente stimolano l'appetito, per cui il mio consiglio è di stare attenti a quello che mettiamo nello stomaco.

Piuttosto che farci influenzare dalla pubblicità o da mediocri articoli dei media, potremmo imparare molto osservando i modelli alimentari della maggior parte delle culture del mondo. Per millenni l'uomo ha coltivato e salvaguardato i cereali facendone il suo cibo di base. In Cina, India e altri paesi orientali, si è coltivato e consumato per millenni il riso e, in misura minore, altri cereali. Le popolazioni indigene dell'America Centrale e del Sud America, per secoli, prima dell'invasione coloniale, utilizzavano il mais, la quinoa, l'amaranto come cibi principali, cui facevano da complemento fagioli ed altre piante.

In conclusione, utilizzando cibi appropriati di origine vegetale, possiamo abbassare il colesterolo e prevenire la maggior parte delle malattie del benessere, come cancro, diabete, disturbi cardiaci ed altre malattie degenerative. Una buona dieta, costituita principalmente da cereali integrali, verdure, leguminose, è l'arma più poderosa che abbiamo contro le malattie.

Nota

Per chi vuole approfondire le tematiche legate ad un'alimentazione e stile di vita sani, l'associazione La Sana Gola, diretta dal biologo dott. Martin Halsey, organizza corsi di cucina, e corsi di formazione per operatore olistico ad indirizzo nutrizionale, per tutte le età.3

Anche l'associazione Tra Terra e Cielo organizza corsi di cucina naturale, biovegana e macrobiotica, escursioni e attività olistiche e creative. 4


1 Vedi L'Arte della longevità, V. Calogero, p.114-115.
2 Ibidem p.117
3 www.lasanagola.com, via Carlo Farini 70- Milano (20159) Tel. 02 6687178
4 www.traterraecielo.it, Firenze.