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Perché arte della longevità?

L'ispirazione di creare questo programma mi è nata dopo la rilettura del libro di Deepak Chopra "Ageless body, Timeless mind", pubblicato in italiano da Sperling & Kupfer col titolo: "Corpo senza età, Mente senza tempo".

Mi è stato di stimolo per estendere la mia ricerca consultando molti altri autori che, direttamente o indirettamente, hanno affrontato l'argomento e condiviso la loro esperienza riguardo all'affascinante tema della longevità. Così ha preso forma un progetto ambizioso: creare un programma pratico, alla portata di tutti coloro che sono disposti ad investire tempo ed energie per riprendere in mano la direzione della propria vita, per avviarsi serenamente e consapevolmente alla terza età facendo della vecchiaia una fase lunga, sana e felice della propria vita.

La nostra società, non avendo buoni modelli d'invecchiamento, ha associato alla parola "vecchiaia" pesanti strati di pregiudizio.(1) Invece nelle società in cui la vecchiaia è accettata come parte della struttura sociale, gli anziani rimangono estremamente vigorosi. Si attribuisce un gran valore all'essere avanti negli anni, perciò ogni anno in più è motivo crescente di rispetto. L'aspettativa che abbiamo ereditato, secondo la quale il corpo deve deteriorarsi con il tempo, insieme alla convinzione che siamo destinati ad invecchiare, creano il fenomeno biologico che chiamiamo invecchiamento. "Le persone invecchiano e muoiono perché vedono gli altri invecchiare e morire".(2) Si diventa vecchi, quando si perde l'essenza della vita, la capacità di essere flessibili e di trasformare se stessi. La più grande minaccia per la vita è non avere nulla per cui vivere.

Bisogna innanzi tutto imparare ad amare il nostro corpo e permettergli d'essere libero di dare, di ricevere, senza timidezza, perché essere timido significa avere paura. Le parole hanno il potere di programmare la consapevolezza, perciò bisogna evitare di accettare passivamente le connotazioni negative associate alla parola "vecchio". In merito così scrive Deepak Chopra,

C'è una enorme differenza tra dire "sono troppo stanco per fare quel lavoro" e "sono troppo vecchio."(3)

Al posto della convinzione che il nostro corpo decade con il tempo, dobbiamo nutrire la certezza che il nostro corpo è nuovo in ogni momento. Nel Tao Te Ching c'è scritto

Tutto ciò che è flessibile e fluido ha tendenza a crescere, tutto ciò che è rigido e bloccato avvizzirà e morirà.

Nuove conoscenze, nuove capacità, nuovi modi di osservare il mondo fanno sì che corpo e mente continuino il loro processo di crescita. Le parti non utilizzate del corpo si atrofizzano e con il tempo avvizziscono. Inoltre l'inattività porta alla depressione. Basta un programma di regolari esercizi per evitare che la depressione si manifesti. Chiunque pratichi dell'esercizio fisico, a qualsiasi età, ne trarrà il medesimo giovamento in termini di forza, resistenza e massa muscolare.(4)

Come del resto in ogni aspetto della vita, la chiave sta nell'equilibrio. L'esercizio fisico deve essere bilanciato dal riposo. Utilizzando coscientemente la propria consapevolezza, si ottengono risultati altamente benefici. Possiamo quindi sviluppare l'intenzione di migliorare ogni giorno le nostre funzioni fisiche e mentali ed entrare in contatto con i nostri bisogni fondamentali, d'amore comprensione, incoraggiamento, sostegno, che sono presenti in ogni cellula. Molte persone mantengono facoltà intellettive e creative anche in tarda età e molte di queste capacità giungono a piena maturità proprio negli ultimi anni di vita. È da sfatare l'idea che troppo lavoro mentale fa male al cervello. L'obiettivo più significativo per cui vivere è raggiungere pienamente le proprie potenzialità.

La vita deve essere un processo di continua trasformazione, non un declino, dunque in lei vi è la piena potenzialità di una crescita illimitata. È certamente realistico aspettarsi di sopravvivere con intelligenza e memoria intatte. È l'individuo e non l'età a fare la differenza.

Lo sviluppo umano si può estendere nella vecchiaia con i più alti stati di consapevolezza, come la saggezza. La saggezza consiste in quello che sei, non in quello che fai. Deepak Chopra elenca dieci punti, come ideali pratici verso cui indirizzare la nostra azione quotidiana. Li riporto sinteticamente qui di seguito, rinviando il lettore al testo del libro, di cui consiglio vivamente la lettura (7 )

  1. Ascoltate la saggezza del vostro corpo.
  2. Vivete nel presente. Accettate totalmente quanto vi arriva.
  3. Trovate il tempo per il silenzio e la meditazione.
  4. Lasciate cadere il vostro bisogno d'approvazione esterna.
  5. Quando vi trovate a reagire con rabbia, comprendete che state lottando con voi stessi.
  6. Là fuori riflette la vostra realtà qui dentro. Quello che più odiate è quello che più negate a voi stesso.
  7. Lasciate cadere il fardello del giudizio. Ricordate che ogni perdono va ad aggiungersi all'amore per voi stessi.
  8. Non contaminate il vostro corpo con tossine: cibo, bevande o emozioni tossiche.
  9. Sostituite i comportamenti derivati dalla paura, con comportamenti motivati dall'amore. La paura è prodotta dalla memoria che indugia nel passato.
  10. Comprendete che il mondo fisico è solo lo specchio di un'intelligenza più profonda. Vivere in equilibrio e purezza è il bene più alto per voi e per la terra.

La vita è un'impresa creativa. Gli ultimi anni di vita dovrebbero essere il momento dell'interezza. Il cerchio si chiude e lo scopo della vita è compiuto.

Vittorio, 10 ottobre 2007

Informazioni sul Programma Longevità»


NOTE:

(1) Vedi Deepak Chopra Pag 140. Vedi anche il mio articolo "Elogio della vecchiaia".
(2) ibidem
(3) ibidem pag. 139
(4) ibidem pag. 125
(5) Ibidem pag. 99
(6) ibidem pag. 253
(7) ibidem pag. 263